italia

Buone notizie per il vino italiano in Cina. A riportarle, fornendo abbondanti numeri, è il portale WineNews. “Secondo i dati delle dogane del Paese asiatico riportati dall’Ice di Pechino – è scritto nell’articolo – le esportazioni di vino italiano nei primi 3 mesi dell’anno sono cresciute del 62,8% in valore, toccando i 55,6 milioni di dollari, con il Belpaese che ha così superato la Spagna (+38%, per 52,9 milioni di dollari), ed è ora l’importatore n. 4 per quota di mercato, pari al 7% (sul 5,8% del 2017)”.

Esportazioni in Cina, crescono i vini italiani ultima modifica: 2018-05-01T11:25:20+00:00 da Cantina Berritta

C’è un nuovo vino alla Cantina Berritta. Nella nostra azienda è arrivato Marinu, un rosato che ha origine dalle uve di Cannonau coltivate a Dorgali. Un prodotto che ancora una volta si ispira alla terra in cui è nato, nella valle di Oddoene, con un diretto riferimento al vento che arriva dal mare e soffia leggero sulla valle.

Ecco Marinu, il rosato della Cantina Berritta ultima modifica: 2018-03-28T19:57:32+00:00 da Cantina Berritta

Non solo in Italia. Ma come era prevedibile, anche Francia e Spagna hanno dovuto stimare al ribasso la rispettiva produzione di vino durante il 2017. Come riportato da WineNews, il portale dedicato all’informazione sul vino, anche i paesi vicini alla Penisola devono fare i conti con le conseguenze delle gelate del 2017. “Mentre in Italia le stime vendemmiali più aggiornate sono quelle di Assoenologi del 20 ottobre, che come noto dicono di una raccolta in Italia sui 38,9 milioni di ettolitri, in calo del -28% sul 2016, da Francia e Spagna arrivano le stime aggiornate dei rispettivi Ministeri dell’Agricoltura, che hanno rivisto in entrambi i casi al ribasso le già poco incoraggianti notizie arrivate verso la fine delle vendemmie” è scritto nell’articolo.

Vino nel mondo, poca produzione anche in Francia e Spagna ultima modifica: 2018-02-07T19:17:58+00:00 da Cantina Berritta

Mancava lui all’appello. Era l’ultimo, per certi versi il più importante, e scegliere qui alla Cantina Berritta a Dorgali non è stato semplice. Ma alla fine, eccoci qui, a svelarvi la nuova etichetta del Don Baddore. Dopo il Nostranu, Thurcalesu, Monte Tundu e Panzale, anche il nostro vino di punta si è rifatto il look.

Don Baddore, svelata la nuova etichetta ultima modifica: 2018-01-14T18:48:54+00:00 da Cantina Berritta

Natale è appena passato e questo 2017 volge al termine. Ci teniamo a salutare e a fare gli auguri tutti i nostri amici e clienti e tutti coloro che ci seguono. Come per tutti, anche per noi le ultime settimane dell’anno rappresentano un momento di riflessione. Si guarda al passato, all’anno che sta finendo: si ripercorrono successi e piccoli e grandi problemi e si rivivono anche emozioni e gioie. Gli occhi e la mente si rivolgono però anche al futuro: e in particolare si pensa, o almeno noi lo facciamo, agli obiettivi che si intendono raggiungere.

Per noi il 2017 è stato un anno di grandi soddisfazioni. Un anno, se così si può dire, di rilancio e slancio della Cantina. Nel 2017 abbiamo varato il nuovo logo dell’azienda e, soprattutto, le nuove etichette dei vini Nostranu, Thurcalesu, Monte Tundu e Panzale, disegnate dall’artista Maurizio Brocca. Un lavoro che ci ha soddisfatto e che ha lasciato stupite tante persone. E’ stato anche l’anno di nascita del Monte Tundu, un Cannonau Classico, vendemmiato nel 2014 e imbottigliato per la prima volta a maggio. Ma è stato anche l’anno del Panzale, il nostro Bianco, con la ‘B’ maiuscola: un vino a cui crediamo e su cui mettiamo energie, che pian piano si sta facendo largo nelle tavole sarde e d’oltre mare. Parliamo infine del Don Baddore, Cannonau-Syrah, vino per i palati più esigenti.

L’anno che stiamo lasciando alle spalle è stato anche ricco di premi e riconoscimenti. Uno di questi – molto prestigioso – lo sveleremo tra qualche giorno. Ma possiamo comunque ricordare adesso delle medaglie assegnate dal concorso Decanter, o delle recensioni positive di molte guide, tra cui Gambero Rosso, Vitae e Vinibuoni d’Italia. E’ stata tanta anche l’attenzione dei media ai nostri prodotti. Diverse testate giornalistiche, dal quotidiano La Nuova Sardegna all’agenzia Ansa, così come La Repubblica e una decina di siti online, hanno parlato di noi e dei nostri prodotti. Non ci dimentichiamo neanche dei tanti amici esperti di vino e blogger che hanno scritto della Cantina Berritta: citiamo gli ultimi, ma senza voler fare torto a nessuno: Franco Ziliani e Francesco Saverio Russo.

Il 2017 è stato anche un anno di gelate e di magra raccolta (ma non disperiamo) e anche l’anno in cui tanti amici sono venuti a trovarci. Decine le degustazioni e le giornate in compagnia di appassionati di vino e curiosi, all’insegna dell’allegria e della condivisione. Grazie a tutti, quindi, sappiate che per noi, prima di tutto, è stato un immenso piacere. Così come diciamo grazie a chi lavora con noi e ci sta accompagnando in questo percorso. Facciamo il vino per passione, e vedere gli occhi che brillano e sentire le parole di elogio – o anche delle critiche costruttive – ci riempie di orgoglio e ripaga le migliaia e migliaia di ore trascorse in vigna o in Cantina.

Per concludere questa piccola riflessione: il 2018 come sarà? Abbiamo molti propositi e tanti progetti. Ve li racconteremo poco a poco, ma sperando soprattutto vi piacciano!

Buon 2018 dalla famiglia Berritta!

 

Auguri dalla Cantina Berritta! ultima modifica: 2017-12-30T12:28:38+00:00 da Cantina Berritta
 Like

Tema di studio: sughero. E’ così che l’importanza di questo materiale per le chiusure delle bottiglie di vino entra nelle aule universitarie italiane. Ne da’ notizia il portale specializzato WineNews.

La Apcor (associazione portoghese dei produttori di sughero) ha intrapreso una campagna  – chiamata InterCork 3 – volta alla comunicazione e alla sensibilizzazione sul sughero. Sono già tante le città universitarie toccate dai corsi: dall’ateneo di Pisa, a quello di Milano, Padova o Torino, per poi proseguire in primavera anche a Udine e a Bologna.

“Ogni progetto InterCork ha avuto un suo programma –  ha spiegato a WineNews, Carlos Veloso Dos Santos, ad di Amorim Cork Italia, filiale italiana del gruppo leader dell’industria del sughero e dei tappi, Amorim Cork, e responsabile di Apcor (www.apcor.pt) per il Belpaese – quest’anno abbiamo voluto introdurre la discussione sulle caratteristiche delle chiusure per il vino, sulle quali noi facciamo ricerca applicata da 17 anni, e crediamo di poter aiutare tantissimo nella comprensione del legame tra chiusure e vino, e non parliamo solo di sughero, ma di come ogni chiusura interagisce con i diversi prodotti”.

Secondo Dos Santos, il tipo di chiusura influisce sul vino in diversi modi ed è bene saperlo in modo da poter fare le scelte giuste. Per esempio, il sughero influisce anche nel segmento premium del packaging. Secondo gli studi citati, in media una bottiglia chiusa con tappo di sughero vale cinque dollari in più rispetto a una bottiglia con tappo alternativo.

Il sughero (e i tappi) arrivano all’università ultima modifica: 2017-12-10T22:17:43+00:00 da Cantina Berritta
 Like