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Il nome può sembrare esotico. Ed è unico, anche perché “siamo i soli nel mondo a produrlo”, come ama ripetere il nostro vigneron Antonio Berritta. Eccolo, allora: il Panzale, uno dei vini a cui siamo più affezionati. Si chiama semplicemente così, come sempre è stato conosciuto nella Valle di Oddoene, a Dorgali, dove sono situate le nostre vigne. Il nostro bianco ha un nome bello, evocativo, che fa sognare. E la sua anima, il suo aroma, colpiscono direttamente le papille gustative.

Il Panzale è un’uva locale di grande impatto aromatico. Nasce dalla coltivazione di vecchi ceppi dell’omonimo vitigno che si trova nelle nostre tenute da decenni. Un tempo veniva coltivato esclusivamente come uva da tavola, ma grazie all’impegno, all’intuizione e alla tenacia di Antonio Berritta è diventato un bianco dalla spiccata freschezza e dalla persistente nota minerale e sapida.

Da qualche giorno, dopo una lunga attesa, abbiamo imbottigliato l’annata 2016. Dentro una nuova veste, una bottiglia elegante, dal colore ambrato, e soprattutto con una nuova etichetta, il cui disegno è opera dell’illustratore Maurizio Brocca. Un disegno dal grande impatto, che vuole evocare i sapori del Panzale.

Lidea per questa etichetta è partita dal leggero retrogusto che il vino lascia in bocca: il richiamo è decisamente alla mandorla, così ho pensato di giocare con la sua forma. Poi, essendo un bianco che si sposa molto bene con i piatti di mare, ho ripetuto la forma della mandorla da un altro punto di vista, in modo da ottenere la figura stilizzata di un pesce“, ha spiegato Maurizio Brocca.

Il Panzale – che ha sul tappo anche un sigillo in ceralacca, che impreziosisce ulteriormente questa elegante bottiglia – sarà in distribuzione a breve.

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Dietro a quel puntino rosso c’è la Cantina Berritta. Da qualche giorno è in distribuzione il Thurcalesu del 2015, rinnovato con la nuova etichetta che non è soltanto molto bella da vedere, ma anche da toccare. Infatti le curve di livello della mappa sono in sovra rilievo e creano una sensazione tattile molto efficace.

Il Thurcalesu è un vino rosso di struttura, ottenuto da vitigni di Cannonau di oltre trent’anni. Il colore è brillante: ha texture lisce, con sentori dolci di frutti rossi, timo, pepe e erbe fresche. E’ un vino raffinato, setoso e con una finitura morbida.

“Per creare questa etichetta ho lavorato sulla parola Thurcalesu, che in lingua sarda significa dorgalese – spiega l’illustratore Maurizio Brocca, che ha realizzato il disegno – ho voluto mostrare il territorio intorno a Dorgali in maniera tecnica. L’area che si riferisce all’abitato ha delle caratteristiche ben precise: sorge ai piedi del monte Bardia, rappresentato in questo caso dalle curve di livello. Il paese ho scelto di rappresentarlo in modo del tutto moderno e contemporaneo, utilizzando il segnaposto di Google maps“.

Il Thurcalesu può essere ordinato online seguendo questo link: Thurcalesu 2015.

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Eccola, la novità 2017 della Cantina Berritta. Si chiama Monte Tundu, è un vino classe 2014 ed è stato imbottigliato per la prima volta, e con molte emozioni, qualche settimana fa.

E’ un Cannonau Classico: una specificazione – quella del “classico” – consentita per legge soltanto per i vini delle province di Nuoro e Ogliastra. Pronto da bere, il Monte Tundu è medio corposo, elegante, fresco, dolce e puro. C’è una complessità speziata a base di erbe dove si aggiungono i lamponi e ciliegie scure che costituiscono il nucleo centrale del vino. La densità la ritroviamo a ogni sorso con tannini dolci e setosi, e sentori di frutta fresca che lo rendono gustoso.

“Finalmente esce una bottiglia a cui sono molto affezionato – ha spiegato Antonio Berritta, fondatore della Cantina – il nome è venuto spontaneo: ogni giorno vado in vigna, e ogni giorno mi fermo sempre qualche minuto a osservare quella roccia possente che sovrasta la Valle di Oddoene, qua a Dorgali: il Monte Tundu. Quella grossa e bizzarra pietra rotonda, che prende mille tonalità di colore a seconda delle stagioni, accompagna da sempre le mie giornate di lavoro. Ecco perché gli ho voluto dedicare questo vino”.

Così come per Nostranu e per le altre etichette della Cantina, anche il progetto grafico del Monte Tundu è stato portato avanti dall’illustratore di Dorgali Maurizio Brocca. “Per questo disegno mi sono ispirato all’arte giapponese – ha spiegato Brocca – e abbiamo voluto richiamare in modo figurativo il Monte Tundu, poiché le vigne della Cantina si trovano proprio ai suoi piedi. L’obiettivo dell’etichetta è trasferire immediatamente a chi guarda la magia di quel luogo”.

Il Monte Tundu 2014 è già in distribuzione e può essere ordinato online seguendo questo link: Monte Tundu.

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Cannoanu, vermentino e panzale ai piedi di Monte Tundu. Con paesaggi mozzafiato, il verde della vite, e tutti gli altri colori vivi e saturi della nostra Sardegna. E’ la poesia raccontata da questo video che vede protagonista la Cantina Berritta.

Prodotta nel 2015 da Enjoy Dorgali, il canale turistico ufficiale del Comune di Dorgali, questa clip racconta attraverso immagini semplici e vere cosa significa per noi produrre vino: un modo di vivere, una passione, un amore.

Protagonista del filmato è infatti Antonio Berritta, il fondatore della nostra Cantina. Vignaiolo da sempre, Antonio conserva nella memoria gli antichi saperi tramandati da suo padre, e prima ancora da suo nonno, e sin nei piccoli gesti si può intuire l’infinito amore per la terra.

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Dopo quattro giorni di business e promozione per il mondo vitivinicolo, il 51°Vinitaly si è chiuso registrando 128mila presenze da 142 nazioni. In crescita l’internazionalità del salone che quest’anno ha visto aumentare i top buyer stranieri accreditati che toccano quota 30.200 (+8% sul 2016), sul totale dei 48mila visitatori esteri.

«I numeri di questa edizione – spiega il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani – testimoniano la crescita del ruolo b2b di Vinitaly a livello internazionale, con buyer sempre più qualificati da tutto il mondo. Basta guardare alla top ten delle presenze degli operatori stranieri che mostrano incrementi da quasi tutte le nazioni: Stati Uniti (+6%), Germania (+3%), Regno Unito (+4%), Cina (+12%), Francia e Canada (stabili), Russia (+42%), Giappone (+2%), Paesi del Nord Europa (+2%), Olanda e Belgio (+6 per cento). A questa lista si aggiunge la buona performance del Brasile (+29%), senza dimenticare il debutto assoluto a Vinitaly di Panama e Senegal. Per quanto riguarda invece l’Italia, assistiamo ad un consolidamento degli arrivi da tutte le regioni del Paese».

Con più di 4.270 aziende espositrici da 30 paesi (aumentate nel complesso del 4% sul 2016, in particolare quelle estere, del 74%) Vinitaly si conferma il più importante salone internazionale per il vino e i distillati ma anche momento di riflessione fondamentale per il settore vitivinicolo nazionale ed europeo, come hanno sottolineato la presenza del ministro alle Politiche agricole Maurizio Martina, il commissario europeo all’Agricoltura Phil Hogan, i ministri dell’Agricoltura di Malta e Polonia e il viceministro all’Agricoltura russo.

Nel corso della rassegna, i riflettori sono stati puntati sui mercati consolidati (ma non maturi) ed emergenti, con un’attenzione particolare agli sviluppi futuri della possibile svolta protezionista degli Stati Uniti e le ricadute della Brexit. Ma si è guardato molto ad Oriente, con Verona e Vinitaly punto di partenza di una nuova Via della seta per il vino italiano diretto in Cina che viaggia su e-commerce ed educational.

La 52ª edizione di Vinitaly è in programma dal 15 al 18 aprile 2018.

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Gli italiani comprano il vino soprattutto nei supermercati: nel 2016 hanno acquistato sugli scaffali 500 milioni di litri, spendendo 1 miliardo e mezzo di euro. E il 60% di questi acquisti è rappresentato dai vini con riferimento territoriale (Docg, Doc, Igt). Inoltre, quello dei vini di qualità è anche il comparto che cresce di più: + 2,7% nel 2016 e + 4,9% nel primo bimestre 2017.  E’ quanto emerso a Vinitaly, dove è stata presentata la ricerca dell’istituto IRI sulla grande distribuzione e una relazione su Brexit e Vino di Alex Canneti, direttore delle vendite off-trade della Berkmann Wine Cellars di Londra.

Un momento del Vinatly

Gli studi IRI sul comportamento dei consumatori nella grande distribuzione evidenziano che l’86% di essi è propenso a sperimentare nuovi prodotti, si informa sulle novità a scaffale, spesso sui siti web di settore (il 33%). “Siamo sulla strada giusta, auspicata da tempo – ha detto Cesare Cecchi, Consigliere di Federvini, nel suo intervento in tavola rotonda – non dobbiamo assolutamente tradire questa qualità che viene cercata dal consumatore, sarebbe un errore imperdonabile. Le cantine devono continuare a ricercare la qualità del prodotto senza accettare scorciatoie, e i distributori devono incoraggiare la produzione a proseguire su questa strada”.

Tra le cantine espositrici a Vinitaly, inoltre, è affiorata la preoccupazione sulla incertezza sui mercati britannico e statunitense, un tema affrontato da Alex Canneti della Berkmann Wine Cellars di Londra: “La Brexit è una sfida per le vendite dei vini italiani poiché l’Australia, il Sud Africa e la Nuova Zelanda saranno i primi Paesi a istituire trattati bilaterali con il Regno Unito. L’unica soluzione a questa minaccia è consentire al Regno Unito un periodo di 10 anni per condividere gli stessi oneri doganali dell’Unione e negoziare un trattato di libero commercio. Quindi tutto dipenderà da come evolverà il negoziato post Brexit tra UK e UE”. “Ma le potenzialità per l’export di vino italiano nella Grande distribuzione britannica (le insegne Majestic and Waitrose in primis) sono grandi – ha aggiunto Canneti – non solo per le bollicine, ma anche per il vino rosso. Pensiamo al Cannonau, al Passimento/Amarone, al Chianti Classico, al Veneto Classico e ai morbidi e succosi vini siciliani e pugliesi. Buone anche le prospettive dei nuovi bianchi di tendenza, come il Fiano, il Vermentino, il Pecorino e il Grillo. E non dimentichiamo il successo che si registra da anni delle “fantasy label”.

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