panzale

Il nome può sembrare esotico. Ed è unico, anche perché “siamo i soli nel mondo a produrlo”, come ama ripetere il nostro vigneron Antonio Berritta. Eccolo, allora: il Panzale, uno dei vini a cui siamo più affezionati. Si chiama semplicemente così, come sempre è stato conosciuto nella Valle di Oddoene, a Dorgali, dove sono situate le nostre vigne. Il nostro bianco ha un nome bello, evocativo, che fa sognare. E la sua anima, il suo aroma, colpiscono direttamente le papille gustative.

Il Panzale è un’uva locale di grande impatto aromatico. Nasce dalla coltivazione di vecchi ceppi dell’omonimo vitigno che si trova nelle nostre tenute da decenni. Un tempo veniva coltivato esclusivamente come uva da tavola, ma grazie all’impegno, all’intuizione e alla tenacia di Antonio Berritta è diventato un bianco dalla spiccata freschezza e dalla persistente nota minerale e sapida.

Da qualche giorno, dopo una lunga attesa, abbiamo imbottigliato l’annata 2016. Dentro una nuova veste, una bottiglia elegante, dal colore ambrato, e soprattutto con una nuova etichetta, il cui disegno è opera dell’illustratore Maurizio Brocca. Un disegno dal grande impatto, che vuole evocare i sapori del Panzale.

Lidea per questa etichetta è partita dal leggero retrogusto che il vino lascia in bocca: il richiamo è decisamente alla mandorla, così ho pensato di giocare con la sua forma. Poi, essendo un bianco che si sposa molto bene con i piatti di mare, ho ripetuto la forma della mandorla da un altro punto di vista, in modo da ottenere la figura stilizzata di un pesce“, ha spiegato Maurizio Brocca.

Il Panzale – che ha sul tappo anche un sigillo in ceralacca, che impreziosisce ulteriormente questa elegante bottiglia – sarà in distribuzione a breve.

Panzale: poesia aromatica in un calice di vino ultima modifica: 2017-06-27T15:11:38+00:00 da Cantina Berritta
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Eccola, la novità 2017 della Cantina Berritta. Si chiama Monte Tundu, è un vino classe 2014 ed è stato imbottigliato per la prima volta, e con molte emozioni, qualche settimana fa.

E’ un Cannonau Classico: una specificazione – quella del “classico” – consentita per legge soltanto per i vini delle province di Nuoro e Ogliastra. Pronto da bere, il Monte Tundu è medio corposo, elegante, fresco, dolce e puro. C’è una complessità speziata a base di erbe dove si aggiungono i lamponi e ciliegie scure che costituiscono il nucleo centrale del vino. La densità la ritroviamo a ogni sorso con tannini dolci e setosi, e sentori di frutta fresca che lo rendono gustoso.

“Finalmente esce una bottiglia a cui sono molto affezionato – ha spiegato Antonio Berritta, fondatore della Cantina – il nome è venuto spontaneo: ogni giorno vado in vigna, e ogni giorno mi fermo sempre qualche minuto a osservare quella roccia possente che sovrasta la Valle di Oddoene, qua a Dorgali: il Monte Tundu. Quella grossa e bizzarra pietra rotonda, che prende mille tonalità di colore a seconda delle stagioni, accompagna da sempre le mie giornate di lavoro. Ecco perché gli ho voluto dedicare questo vino”.

Così come per Nostranu e per le altre etichette della Cantina, anche il progetto grafico del Monte Tundu è stato portato avanti dall’illustratore di Dorgali Maurizio Brocca. “Per questo disegno mi sono ispirato all’arte giapponese – ha spiegato Brocca – e abbiamo voluto richiamare in modo figurativo il Monte Tundu, poiché le vigne della Cantina si trovano proprio ai suoi piedi. L’obiettivo dell’etichetta è trasferire immediatamente a chi guarda la magia di quel luogo”.

Il Monte Tundu 2014 è già in distribuzione e può essere ordinato online seguendo questo link: Monte Tundu.

Arriva Monte Tundu, il nuovo vino della Cantina Berritta ultima modifica: 2017-05-30T12:02:12+00:00 da Cantina Berritta
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E’ una Sardegna sempre più a trazione biologica quella delineata dai dati di Confartigianato. Secondo l’associazione nell’Isola ci sono 2.501 produttori e trasformatori, per un giro d’affari che in tutta la Penisola ha sfiorato i 4,2 miliardi di euro.

In Sardegna, secondo i dati diffusi dal ministero dell’Agricoltura, sono 2.501 gli operatori del biologico. Tra questi 2.287 sono “produttori esclusivi”, 133 “produttori preparatori”, 81 “preparatori esclusivi”. La nostra regione si colloca al settimo posto in Italia (primo posto la Sicilia, seconda la Calabria). In leggero calo le superfici certificate: si è passati dai 149 mila ettari del 2014 ai 146 mila dell’anno successivo (-26%). In testa ci sono prati e pascoli (59mila ettari), seguiti da pascoli magri (42mila) e da colture foraggere (26mila). La Sardegna occupa il quarto posto nazionale.

Tra le principali colture troviamo i cereali (5.865 ettari coltivati), olivo (3.785 ettari), vite (964 ettari), frutta (531 ettari), ortaggi (491 ettari) e agrumi (48 ettari). Solo il 4,7% delle aziende agricole della Sardegna e solo il 12,8% delle superfici coltivate sono certificate bio. In Italia, nel 2015, le vendite dei prodotti biologici hanno raggiunto i 2 miliardi e 300 milioni di euro.

La Sardegna pazza per il biologico: gli operatori sono 2.500 ultima modifica: 2017-05-14T16:58:40+00:00 da Cantina Berritta
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Cannoanu, vermentino e panzale ai piedi di Monte Tundu. Con paesaggi mozzafiato, il verde della vite, e tutti gli altri colori vivi e saturi della nostra Sardegna. E’ la poesia raccontata da questo video che vede protagonista la Cantina Berritta.

Prodotta nel 2015 da Enjoy Dorgali, il canale turistico ufficiale del Comune di Dorgali, questa clip racconta attraverso immagini semplici e vere cosa significa per noi produrre vino: un modo di vivere, una passione, un amore.

Protagonista del filmato è infatti Antonio Berritta, il fondatore della nostra Cantina. Vignaiolo da sempre, Antonio conserva nella memoria gli antichi saperi tramandati da suo padre, e prima ancora da suo nonno, e sin nei piccoli gesti si può intuire l’infinito amore per la terra.

La vendemmia a Dorgali: paesaggi mozzafiato tra i filari ultima modifica: 2017-05-08T09:55:46+00:00 da Cantina Berritta
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Anche Dorgali sarà protagonista della centesima edizione del Giro d’Italia. La carovana passerà infatti per il nostro paese il 6 maggio, giorno della seconda tappa. “Si parte da Olbia (sede di due tappe nel 1991) e la prima frazione si svolge nel Nuorese con numerosi saliscendi e tre lunghe salite – è scritto nella scheda pubblicata sul sito ufficiale del Giro – la prima per Bitti e Orune, la seconda più dura verso il centro di Nuoro e la terza per scollinare il Passo di Genna Silana. Dopo Genna Silana il percorso prevede oltre 20 km di discesa molto veloce su strada larga con fondo in ottime condizioni. Finale pianeggiante per gli ultimi 10 km con arrivo a Tortolì (per la prima volta sede di tappa nella storia del Giro)”.

La tappa toccherà diversi paesi per un totale di 221 chilometri. Intanto, per l’occasione il Comune di Dorgali ha divulgato un video promozionale, visibile a questo link.

Dorgali protagonista del Giro d’Italia ultima modifica: 2017-04-26T10:07:37+00:00 da Cantina Berritta
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C’è anche la Cantina Berritta tra i protagonisti di Sardegna Verde, la trasmissione andata in onda su Videolina domenica 26 marzo. Il programma, condotto dal direttore Emanuele Dessì, ha fatto tappa a Dorgali per mostrare le bellezze e i sapori del territorio.

La troupe è venuta a trovarci in Cantina e tra un assaggio e l’altro il nostro patron Antonio Berritta ha raccontato della passione della nostra famiglia per la vite, nata ormai molte generazioni fa, mentre Francesco ha spiegato del panzale, il vitigno autoctono, che in Sardegna viene coltivato solo dalla nostra azienda.

Il programma ha poi fatto tappa all’Ecoparco di Neulè, al villaggio nuragico di Serra Orrìos (che si trova al centro dell’altopiano basaltico del Gollei) e alla Cooperativa Pastori Dorgali. Presenti nella trasmissione anche lo chef Dario Zola (che ha prepara “Su prattu de cassa”), Fabio Fancello e Alessandro Serra, direttore federazione Coldiretti Nuoro-Ogliastra.

Questo il link per riguardare la puntata: Sardegna Verde a Dorgali

La Cantina Berritta in onda su Videolina ultima modifica: 2017-03-26T19:41:02+00:00 da Cantina Berritta
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